domenica 1 maggio 2011

Mtb Cocquio Trevisago: 15 euro per un eroismo



Nel giorno della beatificazione di J.P. II, Sandropan non ci sta a passare in secondo piano, e, contro ogni previsione della vigilia, alimenta la sua notorietà compiendo un qualcosa che non si sa bene se si possa definire un eroismo, una prodezza, o addirittura un miracolo, come già viene definito dai Sandrofans presenti in massa a Coquio Trevisago.

Ma, cari piccoli lettori, questo è solo l'epilogo della giornata. Per capire bene cosa sia successo a Cocquio bisogna tornare indietro di qualche ora, ovvero alle 8.30 circa di questa mattina, orario di arrivo del Maestro & Son nel ridente paesino situato nei pressi del lago di Varese.

(E' solo per rendere più piccante il racconto della giornata che ricordiamo come Cocquio Trevisago sia salito un paio d'anni fa alla ribalta delle cronache per il Delitto delle Mani Mozzate. Ma questo non ha nulla a che fare con il racconto che state per leggere)

Insomma, dicevamo, verso le 8.30 Sandropan va a completare l'iscrizione pagando i dovuti 15 euro  (Il bambino non paga) poi beve un caffè, firma qualche autografo e si prepara per effettuare un giro di prova.

Ed è qui, carissimi amici, che per il Maestro inizia un calvario fisico e psicologico a dir poco terribile.

Sandropan soffre il terreno umido, i sassi viscidi e le discese ripide, e la gara è fatta di discese ripide su sassi viscidi e terreno umido, alternate a discese viscide su sassi umidi e terreno ripido.
Senza contare le salite, che non vi stiamo a descrivere ma lasciamo alla vostra pregiatissima immaginazione.

Sono attimi cruciali. Il Maestro si rende conto che la sua sopravvivenza è fortemente a rischio, ed a metà del giro di prova si trova vicinissimo alla decisione di giocarsi un RPDP (Ritiro Prima Della Partenza).

Ma poi Sandropan pensa. Cosa pensa? Pensa che in fondo ha già pagato i 15 euro, e pensa che 15 euro non sono tanti ma valgono 30.000 delle vecchie lire, oppure 10 litri di benzina, oppure 1 kg di parmigiano reggiano, oppure qualche kg di pane, qualche birra media... insomma per farla breve decide che vabbè facciamo che fare anche sta gara che mi sono svegliato ad un'ora impossibile e pure mi sono iscritto e se ora non la faccio mi sento proprio un P.

E così, salita dopo salita, sasso viscido dopo sasso viscido, non si sa bene come ma Sandropan completa i suoi tre giri di percorso senza nemmeno arrivare ultimo, ma piazzando un glorioso nono su dodici che avrebbe sbancato anche il più esperto bookmaker inglese.

Sandropan, illumina il nostro cammino!



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1 commento:

Paolo Isola ha detto...

La cosa che odio della Mountan bike agonistica sono appunto le discese pericolosissime, infatti faccio una gara ogni 2 anni, scendendo di bicicletta nelle discese pericolosissime e frenando moltissimo in quelle pericolose. Meglio la corsa a piedi, almeno non è pericolosa