martedì 31 dicembre 2013

Perchè (forse) sarebbe meglio non farsi gli auguri di Buon Anno.

Da quando ho aperto il blog ho sempre avuto il desiderio di iniziare un post con "quand'ero piccolo".
Purtroppo non si è mai presentata l'occasione, data l'impronta mistico-sportiva degli argomenti qui trattati. Fino ad oggi. Vi prego dunque di ignorare quanto fino a qui scritto, considerandolo solo una premessa.

Quand'ero piccolo, anche i supereroi sono stati piccoli, passavo tutte le mie estati a Finale Ligure. Non abitavo troppo lontano dal porto, che in realtà era un piccolo porticciolo turistico, che frequentavo spesso e dove avevo qualche amico col quale passare il tempo. Ed era proprio per passare il tempo che a volte, quando negli assolati pomeriggi estivi vedevamo l'equipaggio di un cabinato prepararsi per andare a pesca, correvamo tutti verso gli scogli vicino all'uscita. Lo scafo passava e tutti in coro urlavamo a squarciagola: Buona pesca, buona pesca, buona pesca!!!
Alcuni pescatori, fregandosene del fatto che eravamo ragazzini, rispondevano mandandoci brutalmente affancuore. Altri, la maggior parte, facevano finta di non sentirci anche se passavano a pochi metri da noi. Me li ricordo come fosse oggi mentre, in piedi sulla barca, fingevano di scrutare l'orizzonte e con noncuranza si toccavano le parti intime.
Perchè queste reazioni? Semplicemente perchè dire Buona Pesca a un pescatore non è un augurio ma un malaugurio. Non dimentichiamoci che i pescatori sono un sottoinsieme dei marinai, proverbialmente superstiziosi.

Noi non sapevamo se i nostri auguri o malauguri potessero avere una reale influenza sulla quantità del pescato, ma eravamo sicuri che le nostre vittime,osservando il galleggiante per troppo tempo immobile sull'acqua o i ciuffi di alghe attaccate alle maglie della rete al posto dei pesci, non avrebbero dato la colpa all'inquinamento o ai pescherecci che con le reti a strascico distruggevano i fondali sterminando la fauna marina, ma avrebbero pensato a quei ragazzini che urlavano: Buona pesca, buona pesca, buona pesca! Sentivamo di averli in pugno.

Ma, lasciando da parte i pescatori, sappiamo bene che quando una persona deve affrontare un esame, che sia quello della patente o dell'università, difficilmente vuole sentirsi dire buon esame. Anzi, allo scopo sono stati inventati detti scaramantici come "In bocca al lupo", o "Nel cul della balena".
In bocca al lupo vale per moltissime occasioni, dal colloquio di lavoro all'incontro sentimentale. In bocca al lupo per il tuo progetto, in bocca al lupo per i tuoi studi, in bocca al lupo per la gara di bici eccetera.
Quello di non fare gli auguri è praticamente una regola, alla quale fanno eccezione i compleanni, i natali e i capodanni.
Buon Compleanno, Buon Natale, Buon Anno, Buone Feste!
Può darsi, anzi siamo tutti sicuri che la cosa sia assolutamente ininfluente. Oltretutto quando si parla di Natale o di un compleanno ci si riferisce ad un giorno solo, manca il tempo materiale perchè si possano manifestare effetti collaterali dovuti alla sfiga. Si canta in coro tanti auguri a te tanti auguri a te, ma dopo due ore si va tutti a nanna e la giornata finisce. Al massimo si potrebbero cominciare ad avere problemi alla sera per gli auguri ricevuti al mattino, una candelina che si spezza, al limite un po' di mal di pancia per la torta, insomma cose da nulla.

Discorso diverso per il Buon Anno, perchè, come è noto, un anno dura un anno. Quando il 31 dicembre brindo al grido di Buon Anno, ricevo gli sms di auguri di Felice Anno Nuovo mentre i vetri delle finestre vibrano per i botti, come posso posso fare a meno di pensare a quel gruppo di ragazzini al porto che urlavano Buona pesca ai pescatori i quali si incazzavano come dei bufali?
E ogni capodanno mi domando e dico: Se i pescatori avessero avuto ragione e gli auguri portassero anche solo una quantità infinitesimale di sfiga? Qualcosa che singolarmente non ha nessuna valenza per cui sarebbe impossibile accorgersene ma che invece esiste?

Facciamo due conti e vediamo come questa potenziale impercettibile microscopica sfiga, moltiplicata per sei miliardi di persone che festeggiano, si scambiano biglietti di auguri, accendono luminarie, stappano bottiglie di champagne, fanno i trenini con el meu amigo Charlie Brown e gridano all'unisono Buon Anno, potrebbe assumere dimensioni inquietanti.
E allora la colpa degli enormi problemi che affliggono la nostra società potrebbe non essere del riscaldamento globale, di Putin, della Fornero, di Al Qaeda e della faglia, bensì degli auguri di fine anno. Pensateci. Amnesty International, Green Peace, la Protezione Civile, i controlli agli aeroporti, gli allarmi anti-tsunami. Tutta roba che potrebbe rivelarsi inutile se solo la smettessimo di farci gli auguri di buon anno. Un sacco di cose andrebbero a posto per conto loro, anzi non sarebbero mai andate fuori posto.

E' mai possibile che nessuno ne parli, che sia solo io ad averci pensato, o forse quelli che prima di me hanno azzardato questa ipotesi sono stati ridotti al silenzio? Se si trattasse di un complotto di dimensioni cosmiche? E se tra cinquecento anni si dovesse scoprire che i Maya erano degli imbroglioni ma che Sandropan ci aveva visto giusto?

Con queste domande destinate a rimanere senza risposta concludo le mie semplici ma concrete considerazioni, sperando di avere offerto a tutto voi un importante spunto di riflessione durante queste vacanze.

mercoledì 25 settembre 2013

Non mi piace, anzi mi piace, anzi piace a Sandropan




Secondo alcuni miei amici e parenti sono il classico esempio di chi predica bene e razzola male. Tutto perché negli ultimi dieci anni mi sono sempre definito con orgoglio Facebook Free, rispondevo sgarbatamente a chi mi proponeva di crearmi un profilo, criticavo con asprezza tutti coloro che passavano le serate a curiosare nelle cose altrui e poi, e poi... ho creduto di poter cambiare idea.

Beh, ma non si può cambiare idea? Uno che la pensa in un modo deve pensarla nello stesso modo tutta la vita?
No, con quanto hai rotto le scatole in questi anni.
Nemmeno se il proprio Figliuolo emigra e allora è bello poter vedere cosa fa attraverso il libro delle facce?
Smettila di accampare scuse meschine, il Bambino lo puoi sentire su skype e whatsup quando vuoi, non c'e' bisogno del libro delle facce che ti ha sempre fatto schifo. Ti stai arrampicando sui vetri.
Ah.

La situazione era gravissima, da un giorno all'altro mi ero trovato con le spalle al muro. Ogni cosa che dicevo veniva usata contro di me. Ero un uomo finito.
Mi sentivo tagliato fuori da quel magico mondo dove tutti sono belli, visitano posti meravigliosi, mangiano nei migliori ristoranti spendendo poco e hanno centinaia di amici fighi coi quali si divertono come dei pazzi, ma ahimè non potevo fare nulla per avvicinarmi ad esso.
Ero lì, prigioniero di me stesso, destinato a crepare d'invidia ogni volta che in tram vedevo uno che sorrideva al suo smartphone. Ecco, guarda quello, sarà coi suoi amici di Facebook, magari si è appena scattato una foto e l'ha pubblicata, avrà stupito tutti dicendo che sta andando in un qualche posto giustissimo e sarà oggetto di invidia e ammirazione, mentre io sono qui vicino a lui ma a nessuno frega niente perché nessuno lo sa. Mi sentivo triste e solo like a dog.

Ma, come spesso accade proprio quando tutto sembra perduto, all'ultimo istante la lampadina si è accesa, ed il tunnel nero del quale fino ad un istante prima non intravedevo l'uscita eccolo d'improvviso trasformarsi in un giardino colorato, dove le farfalle svolazzano e nugoli di bambini corrono spensierati e festanti.
La soluzione ai miei problemi era lì, ce l'avevo a portata di mano, anche se fino a quel momento era nascosta ai miei occhi. La soluzione aveva un nome, e quel nome era un nome altisonante: Sandropan.

Si trattava solo di operare una piccola astuzia, una cosina semplice semplice, roba da nulla, che per un politico di second'ordine sarebbe stata una banalità.
Mi sono chiesto: Perchè devo aprire io un profilo Facebook, sputtanandomi a vita, quando c'è Sandropan, il mio alterego, che lo può fare per me? Il profilo lo farò aprire a Sandropan.
E così, grazie a quest'ideuzza semplice ma risolutiva, in quattro e quattr'otto sono uscito dal pantano nel quale mi trovavo.

Il Supereroe Sandropan mi ha garantito un'entrata in società senza scendere a compromessi con la mia integrità morale. Io sono e rimango orgogliosamente Facebook Free. Sandropan no. Infatti su Facebook ci è andato lui.
Ora sono entusiasta. Potrò finalmente avere una foto profilo a petto nudo davanti allo specchio del bagno, pubblicare i minivideo fatti col telefonino mentre faccio l'aperitivo in locali pieni di gente bella e felice, e potrò godere dei mille privilegi dei quali fino ad ora mi era volontariamente ma ingiustamente privato.
Un nuovo mondo ha avuto inizio, senza che la mia persona abbia dovuto subire contraccolpi: Mentre Sandropan potrà avere centinaia di amici e mettere migliaia di Mi Piace sulle più svariate stupidaggini, io sarò libero di criticare lui e tutti gli altri pecoroni rintontoniti del web, e la mia immagine di uomo alternativo e controcorrente non sarà affatto scalfita.
God save Sandropan.

sabato 21 settembre 2013

Sandropan che cosa??



Caro Blog,

lo so, hai ragione. Inutile discutere, inutile accampare scuse. Ti ho trascurato.
Non è che mi sia dimenticato di te, io ho sempre saputo che tu esisti perchè sei una mia creatura, però sono stato pigro, indolente, distratto da altre faccende che alla fine non erano nemmeno così importanti.
E' vero, il problema non è stato il tempo. Se solo avessi voluto ne avrei potuti trovare di quarti d'ora da dedicarti per renderti felice e aggiornato come sei sempre stato abituato a essere.
Ma sono stato cattivo e non l'ho fatto. Mi sono lasciato prendere dalla mia solita crisi esistenziale post-vacanze, e ti ho messo in secondo piano.
Sono sicuro di averti molto deluso, però voglio dirti che in queste settimane ho convissuto con un leggero ma costante senso di colpa per quello che ti stavo facendo.
So che non ci crederai, ma oggi non è la prima volta che mi metto al computer pensando di scriverti; altre volte ho premuto sulla tastiera per qualche minuto, per poi allontanarmi in preda allo sconforto.
D'altra parte, e su questo punto dovrai darmi ragione, sono ormai un po' di anni che io e te conviviamo, e fino a che si è trattato di narrare le mie avventure nei panni di Sandropan, ciclista supereroe campione di mediocrità, tutto è andato liscio come l'olio versato sul pavimento della cucina, ma col tempo le cose sono diventati più difficili.
A proposito di Sandropan: Pare, dicono, si mormora, corre voce che si prepari ad un rientro sui campi di gara del ciclocross. 
Mmmmh… sa tanto di bufala per riempire le pagine del gossip. Ma se fosse vero? Certo la notizia sarebbe sensazionale, e forse varrà la pena di indagare. 
Ma ne riparleremo presto.
Bye Bye


mercoledì 4 settembre 2013

Questione di punti di vista



Potrei disperarmi pensando che le vacanze sono finite, che da oggi sono a Milano e da domani lavoro.
Potrei entrare in depressione per mesi pensando che manca un sacco di tempo alle prossime vacanze e che mi aspetta un autunno piovoso, un inverno gelido e una primavera inutile (visto che qui il mare non c'è).
Potrei ripensare con nostalgia alle settimane passate in Corsica, tra sole, vento, amici. E poi il windsurf sull'acqua trasparente che ti sembra di essere sospeso nel vuoto, il tennis con Lorenzo, le uscite in bici su strade di montagna semi-deserte, la musica la sera in spiaggia, la pasta coi polpi pescati da noi e tante altre belle cose. 
Ce ne sarebbe per piangere almeno fino a Natale.

L'alternativa è quella di credere di essere venuto una decina di mesi a trovare gli amici italiani, per fare un po' di bici in Brianza (le cui strade sono molto trafficate ma belle), e naturalmente a lavorare un po'. Inutile dire che la cucina qui è buona, e questo è un lato positivo.
Nella casa dove starò questi mesi c'è una tv grandissima solo per noi, un wifi da facci paura ed un computer, che a guardar bene per scrivere è molto più comodo dell'ipad.
Inoltre se fuori c'è vento i piatti non volano via dalla tavola, e se per caso dovesse piovere non ci sono problemi, qui non entra l'acqua come in tenda.
Dieci mesi sembrano tanti, ma si sa, il tempo vola e, quando anche questa lunga vacanza sarà finita, mi toccherà rientrare in Corsica. Ma per ora non ci voglio pensare.

sabato 24 agosto 2013

Play, Pause, Play



Breve rientro a Milano. Giusto il tempo di approfittare di una connessione decente, scrivere che Sandropan c'è ma non c'è ancora, e ricordarsi che in Corsica si sta meglio, senza internet, senza giornali e senza scarpe.
E stasera altro traghetto per tornare a casa, anzi a tenda. Il maestrale delle Bocche di Bonifacio mi sta aspettando.



giovedì 8 agosto 2013

Corsica

Diciottesimo giorno di vacanza.
All'attivo un po' di uscite in bici e sette giorni di windsurf. Diciamo che mi sto cominciando a rilassare, e grazie ad una connessione internet praticamente inesistente sono anche riuscito a leggere tre libri, e ora sono al quarto.
All'attivo anche tre jam session serali nella macchia dietro alla spiaggia con un gruppo di amici francesi dotati di furgone a pannelli solari e mini impianto.. Ogni mercoledì si suona fino a notte fonda una specie di jazz con tromba, flauto, tastiere, jambè e strumenti vari. Non male.
Sempre in tema di numeri ho rotto due paia di infradito, ma fortunatamente delle tribord si rompe la suola, cioè i buchi si allargano e non trattengono piú il tondino, mentre delle hot sand si rompe la parte superiore. Quindi con un delicato intervento di trapianto di suole sono riuscito a risolvere il problema.
E ora, sperando di riuscire a fare l'upload di questo post (sono collegato da ipad + telefonino alla rete italiana di vodafone, insomma connessione da schifo), saluto tutti e rimando al prossimo post.
Aloha from Piantarella.


sabato 20 luglio 2013

Senoncivediamoprimachetuparta


Quando iniziano le vacanze?
Le mie sono iniziate due o tre settimane fa, quando qualcuno ha cominciato a dirmi senoncivediamoprimachetuparta.

Senoncivediamoprimachetuparta ti saluto e ci vediamo quando torni.
Senoncivediamoprimachetuparta ti auguro buone vacanze.
Senoncivediamoprimachetuparta dammi i miei soldi.
Senoncivediamoprimachetuparta restituiscimi le figurine.

Un brivido corre lunga la schiena. Se questo mi dice così è perchè pensa che le mie vacanze siano vicine, e se lo pensa lui perché non posso pensarlo io?
Da questo momento la mente si setta in modalità off.
Da questo  momento, dal primo senoncivediamoprimachetuparta, la durata del tempo raddoppia, ogni ora diventa un due ore, ogni giorno diventa un due giorni. La mente è partita per le vacanze ma il corpo è rimasto sulla terra, in un polveroso ufficio, al telefono con un cliente, davanti al computer, povero automa sofferente, martoriato, agonizzante, e la sua non voglia di fare qualsiasi cosa raggiunge livelli che credevi irraggiungibili. Ma non c'è nulla da fare, la miccia ormai è accesa, ed ogni tentativo di dimenticarti che stai per andare in vacanza fallisce miseramente nel giro di pochi istanti.
E' bastato un senoncivediamoprimachetuparta e la mente si è dissociata dall'involucro che la teneva prigioniera, ha preso il volo, è entrata in un tunnel con effetto caleidoscopio anni 70 e si è messa a correre a velocità supersonica verso una luce sempre più nitida, mente felice e libera estasiata dai canti gioiosi degli angeli che le svolazzano attorno agitando le loro care alucce bianche.

Il distacco dalla terraferma è previsto per lunedì sera, le Bocche di Bonifacio mi stanno aspettando.

domenica 14 luglio 2013

Pensavo di avere visto tante cose strane, ma uno che pedala col pappagallo sulla spalla non l'avevo ancora visto. Ed oggi l'ho visto.


14 luglio 2013.
E' l'anniversario della presa della Bastiglia, trentun anni fa partivo per il servizio militare, tra una settimana ho il traghetto per la Corsica.
Giornata di sole, bellissima, stare a casa non si può. Voglio uscire in bici, ma i miei amichetti sono occupati, e per una ragione o per l'altra già da ieri sera hanno dato forfait.
Il Cazza è preso dalle gite con la Dama Bianca. Mulas ha deciso che oggi sarebbe andato a fare la gara di mountain bike. Del Figliuol prodigo, ex campioncino di bici e infaticabile ex compagno di avventure, ormai si sono perse le tracce.
E così mi tocca uscire da solo, e farmi nuovi amici. Per fortuna mi porto sempre dietro la macchina fotografica.



martedì 9 luglio 2013

La serpe in seno



Uno non si può distrarre un attimo, stare qualche giorno lontano dal blog e dalla bici, che subito arriva l'amico che zitto zitto quatto quatto se ne va in autodromo da solo, si accoda al gruppo quello giusto e ti frega il record della pista.
E dire che quell'otto e zeroquattro era lì dall'otto maggio 2012, e nonostante i soliti proclami da ciclisti fanfaroni (ti straccio, sei un poveretto, sei una sega, ti faccio il culo, se tu hai fatto 8 e zeroquattro io posso fare 4 e zerodue) nessuno dei discepoli era mai riuscito a batterlo.
Era un otto e zeroquattro stregato.

Anche quest'anno sembra fatta. Domani è l'ultimo giorno di apertura alle bici, poi tanti saluti e ci si rivede l'anno prossimo dopo Pasqua.
Il mio record è lì, custodito come in cassaforte nel database di Strava, ancora poche ore e potrò prolungare la gloria di un annetto.

Il telefono fa venti squilli, poi finalmente risponde la voce di uno che sta pedalando come un forsennato.
- Pronto!!! Pronto!!!
- Pronto Cazza, dove sei? Dai, andiamo in autodromo?
- Sono già qui, anzi credo di avere battuto il tuo record!!

Ma come? Non avevi il mal di schiena, la stanchezza, il malessere, l'orto da zappare, la Dama Bianca che devi accompagnare a fare la spesa e non ti puoi allenare?? Proprio tu, Cazza, amico mio, mi giochi questo tiro mancino? Proprio tu mi tradisci così?

Come se non bastasse, come se l'umiliazione subita non fosse abbastanza cocente, il tracciato di oggi si è caricato a metà, ho pedalato 40 km e alla fine quelli che risultano sono 10.


mercoledì 26 giugno 2013

Sul foruncolo sul culo


Cosa sarà mai un foruncolo sul culo? Un foruncolo sul culo è un foruncolo sul culo, direte voi. 
Niente di più falso. Per un ciclista un foruncolo sul culo  non è un foruncolo sul culo, è qualcosa di molto di più importante. A partire dalla posizione geografica. Il foruncolo sul culo del ciclista non è in un punto del culo a caso, ma si interpone con una geometria perfetta nel punto dove il culo preme sulla sella, a destra o a sinistra, dipende. Ad ogni pedalata corrisponde una compressione culo-foruncolo-sella ed una decompressione sella-foruncolo-culo, e ad ogni ciclo di compressione/decompressione si vedono le stelle.

Il mio amico stregone, un vecchio compagno di classe che di professione fa il medico, mi ha consigliato di annegare il foruncolo nell'ittiolo. Gli ho dato retta e devo dire che il metodo funziona. Il foruncolo sul culo prima c'è e poi  non c'è più, è annegato nell'ittiolo. Oh, povero foruncolo sul culo, che brutta fine che ti ho fatto fare, come sono stato cattivo, mi sono fatto prendere la mano, avrei dovuto sopportare, cercare di avere pazienza, tu in fondo non avevi colpe, forse te ne saresti andato via da solo. Col tempo ho capito che non c'è affatto da preoccuparsi, perché in realtà il foruncolo, anche quando lo si bombarda con le creme antibiotiche, non defunge; egli si sa nascondere molto bene e presto o tardi, quando meno te lo aspetti, si rifà vivo.

Ho provato a risolvere il problema - non dobbiamo mettere la testa sotto la sabbia, dobbiamo ammettere che di problema si tratta - anche con le buone maniere. 
Quella volta gli ho perfino dato un nome, l'ho chiamato Genesio, come la salita del San Genesio che avevo fatto il giorno prima quando il foruncolo aveva fatto la sua feroce apparizione sul culo. E' stato durante la Marathon Bike della Brianza e il mio amico Genesio mi ha aiutato ad andare più forte, perché grazie a lui non vedevo l'ora di tagliare il traguardo. Ecco come il piccolo Genesio ha avuto il potere di rendere ancora più eroica l'impresa.

Il foruncolo sul culo non è dunque solo un nemico, ma anche un amico. Un amico un po' antipatico al quale, forse per un po' di masochismo o per rassegnazione si finisce  per affezionarsi, così come capita a volte con qualche amico vero.
E' dunque il foruncolo sul culo, e non il cane come si è sempre pensato, il miglior amico dell'uomo? Probabilmente no. Però quel 8' 09" di ieri sera sul giro dell'autodromo di Monza, a solo cinque secondi dal mio personal record, un po' lo devo a lui.
Concludo dunque questo post, spaparanzato con mezzo culo fuori dalla sedia così che il foruncolo se ne stia tranquillo e rilassato oltre il bordo, e aspetto con ansia la prossima settimana, quando sarò a Londra e non potrò andare in bici; cercherò di prenderlo di sorpresa e gli darò una stoccata che per un po' lo convincerà a lasciarmi in pace. Spero.

martedì 18 giugno 2013

Tante cose, quasi tutte di poco conto, tranne una che è seria.



Alla fine Mulas non mi ha battuto. Cioè, mi ha battuto sulla salita del Cancello, dove ho migliorato di 20 secondi il tempo della scorsa settimana quindi alla fine sono soddisfatto comunque, ma sul Lissolo ha dovuto cedere al mio strapotere psicologico. Se consideriamo che il Cancello vale 6 punti e il Lissolo 7, appare chiaro come anche l'uscita di domenica sia stata a mio favore. Bene. Domani iniziano gli esami di maturità del Figliuolo. Presto sapremo se ha fatto bene a smettere di gareggiare o se sarebbe stato meglio che continuasse a fare il ciclista. Fa un caldo cane, e sono incasinatissimo col lavoro. Tra una decina giorni tornerò a Londra e perderò tutto l'allenamento che faticosamente sto ricostruendo, rubando qualche ora qua e là la sera per andare in autodromo. L'autodromo giovedì sarà chiuso, non mi ricordo perché ma c'era un cartello all'ingresso, ma la notizia buona è che probabilmente sarà aperto domani, quindi un saltino forse ce lo farò. Nel frattempo mi sono iscritto al Windsurf Club Valmadrera, chissà che ricominci a fare surf davvero. Appena avrò tempo mi ricomprerò una muta a mezze maniche, la mia è distrutta. Smanettando ho trovato il blog di Chico Forti e l'ho aggiunto all'elenco dei blog preferiti qui a fianco. Io l'ho conosciuto personalmente ai tempi del windsurf, e da più di dieci anni seguo la sua vicenda che, nonostante i tanti sforzi dei suoi amici, incredibilmente non riesce a raggiungere la popolarità che meriterebbe. E pensare che YouTube è zeppo di video cretini con milioni di visite.

sabato 15 giugno 2013

Ciclisti e ciclisti



Ci sono due tipi di ciclisti, quelli veri e quelli finti.
Il Cazza probabilmente è uno di quelli veri, mentre io credo -anzi sono sicuro- di essere un ciclista finto.
Gli dico: Usciamo, ma facciamo giretto, perché domani devo fare girone in mountain bike con Mulas, non mi devo distruggere oggi.
Mi risponde: Ochei, anche a me va bene fare giretto.
Lo so che sta mentendo, ma faccio finta di niente perché da quando non faccio più le gare ho perso il giro di amici e sono costretto a tenermi buoni quei pochi che mi sono rimasti.

La sua tattica da vero ciclista è sempre quella: Mi porta in zone che non conosco, su strade dove non sono mai stato. Vai a sinistra, svoltiamo a destra, saliamo qui per poi scendere lì.
Alla fine i chilometri sono settanta, che per un ciclista vero sono giretto ma per me sono girone.

E così domani Mulas avrà vita facile e potrà vendicarsi della cocente sconfitta di domenica scorsa sulla Salita del Cancello. dove so già che attaccherà prima degli ultimi due tornanti. Io cercherò di reagire, ma lui lo avrà previsto e avrà conservato delle energie per darmi la stoccata finale.
Però io avrò la scusa di avere fatto quei settanta chilometri oggi.

venerdì 7 giugno 2013

Monza mon amour


Questa settimana, per la prima volta nel 2013, sono riuscito ad andare in autodromo con la bici da corsa. Anzi sono andato ben due volte, martedì e giovedì.
Non ce n'è, quei cinque chilometri e otto di asfalto del circuito di Monza hanno sempre un gran fascino; peccato solo che qualcosa sia cambiato rispetto agli anni scorsi.

Probabilmente il giro si è allungato, e non misura più cinque chilometri e otto. O forse è il chilometro che si è allungato, ed è diventato un po' come il miglio terrestre. Oppure, e questa mi sembra l'ipotesi più probabile, il circuito che prima era in pianura ora è in salita.
Qualcosa deve essere successo di sicuro.

domenica 2 giugno 2013

Uscita in compagnia da solo, con il cuore pieno di malinconia.




Dunque sono ancora qui, nonostante il lavoro che mi sta massacrando e la bici che mi sta massacrando perché a causa del lavoro le rare uscite in bici sono diventate sinonimo di sofferenza.
Per fare brevemente il punto della situazione posso dirvi che la settimana scorsa ho sconfitto Mulas l'Eletto sul Colle Brianza, ma ahimè sono anche costretto a riferirvi che questa settimana l'ex Campione Italiano Acsi 2001 si è vendicato, e l'uscita di ieri si è conclusa in un pareggio ai punti ottenuto solo grazie ad un giudice compiacente (io).

Quella di oggi invece era la giornata ideale per una bella uscita in compagnia, magari in mountain bike.
Ma il Figliuolo ha fatto finta di dover studiare per la maturità, Il Cazza ha fatto finta di niente, Franc era in preda a un jet leg di una decina di ore, e così l'uscita in compagnia l'ho fatta lo stesso, ma da solo.
E pensare che fino ad un annetto fa ero Sandropan il Campione, il vincitore della gara di Canegrate nel 2002 nonché vice campione provinciale Udace 2010 categoria gentleman, premiato dal comitato di Milano con un ciondolo d'argento a forma di pignone che ancora conservo tra i miei ricordi, ero applaudito dalle platee, osannato dalle masse, idolatrato dalle fans, e di compagni di bici ne avrei potuti trovare a decine, se non a centinaia.
Ma il tempo passa, il mondo cambia, il clima muta e i divi tramontano. Sarò costretto a farmene una ragione.

sabato 25 maggio 2013

Guerrilla Criterium Fixed Unauthorized Bike Gara Clandestina Spacchiamo Tutto E Poi CI Ammazziamo Di Birra Rastafari Yeah



Papà dov'è la gara?
Fermati là dove vedrai le casse di birra e dove l'odore dell'erba si farà più intenso - rispondo con voce profonda di colui che era adolescente negli anni 70, e che nell'ottantuno era al Vigorelli sotto al palco dei Ramones e dei Clash. Gli eventi underground fanno un po' parte della cultura dei milanesi della mia età. 
Sono anni che leggo di questa bici fissa vissuta quasi come lifestyle, ho letto e sentito parlare delle gare notturne che si fanno a Los Angeles e a New York, e sono contento di venire qui stasera per poter fare qualche foto, o magari un video per Sandropan TV.
L'idea della gara clandestina mi piace, già la cosa in sé ha un certo fascino. Ci si ritrova per passaparola, o grazie a qualche blogger che dà il suo personale contributo all'evento illegale.
E poi non dimentichiamoci che stiamo andando al Parco Lambro, che è stato sede di un famoso happening socio-politico-musicale che ha fatto discutere per anni, visto il modo in cui è degenerato.

Il Suv davanti a noi svolta dove dobbiamo svoltare anche noi, per entrare nel parco. Strano, mi sarei aspettato di trovarmi in coda a un furgoncino wolkswagen coi fiorelloni, ma, don't worry, questo del Suv sarà uno in cerca di amore mercenario. Invece no, il tipo parcheggia dietro ad una fila di auto, dove vediamo che c'è gente che armeggia con le bici.
La festa è qui, pare, rallentiamo.
Ecco due barbe nere che promettono bene. Tiriamo giù il finestrino. Ragazzi, a che ora partite?
Partite?? No no, noi la gara non la facciamo, qui ci sono quelli forti. 
Ah.
Scendiamo e ci guardiamo in giro. Se dovessimo giudicare dalle macchine potremmo dire che quelli underground siamo noi, che siamo arrivati col pandino di Lollo.
Anche le bici non scherzano niente. Sono tutte a scatto fisso, ma non sono quelle là, quelle costruite col telaio trovato in cantina. Il carbonio impera incontrastato, e le marche sono quelle famose. Sembra di essere a una gara Udace dove per calcolare il valore delle bici uso la mia fida Tronitus come unità di misura. Questa varrà 20 Tronitus, Questa è bellissima, ne varrà anche 35, forse 40. Queste sono ruote da 5 Tronitus e mezza.
Anche qui ci sono tutte bici dalle 25 Tronitus in su. Niente male per una moda trasgressiva.

Ma questo non doveva essere un evento underground? 
Che dire, in effetti di underground c'è pochino. A parte Loca Dopa, che sembra l'unico ad essere entrato nella parte, tanto che per non farsi fotografare da noi sarebbe disposto a fare a botte (si vede che fa un po' Sid Vicious), tutti gli altri sono concentrati sulla gara che partirà da lì a poco; preparano la bici, mettono i pneumatici alla giusta pressione, fanno giri per riscaldarsi. Esattamente come si fa alle migliori gare Udace. Ed infatti, per essere in tema, l'odore che si sente non è delle canne ma dell'olio canforato che serve a scaldare i muscoli.

Insomma, avevamo capito male, probabilmente siamo un po' disinformati.
Ma non fa niente, la gara è bella comunque. I concorrenti sono delle bestie, e soprattutto coraggiosi per correre in una gara praticamente senza freni. Certo, non era esattamente quello che ci aspettavamo; pensavamo di vedere quelli con le bici autocostruite pedalare col pantalone destro tirato su per non impigliarsi nella catena, invece abbiamo assistito ad una gara con tutti i crismi, con tanto di cartello contagiri, campanella del giro finale e urlo liberatorio del vincitore arrivato a braccia alzate.
Beh, io e Lollo qualche ripresa l' abbiamo fatta lo stesso, e se avremo voglia, forse, le monteremo.

Peace and Love
Sandropan

sabato 18 maggio 2013

Tornoacasalassie


Dalla Londra della Principessa Kate alla Milano di Ruby Rubacuori. Il rientro in patria è sempre abbastanza traumatico.
A renderlo ancora più duro è stata l'uscita in bici di questa mattina. Solo come un cane, abbandonato dal Figliuolo e dai Discepoli, sperduto per le strade della Brianza, ansimante ad ogni minimo cambio di pendenza.
Resta solo la soddisfazione di aver trovato oltremanica chi finalmente ha saputo valorizzarmi.


sabato 11 maggio 2013

Il Ciclismo è carne, ma è anche pesce. Sandropan ne è assolutamente certo.

Carissmi Lettori del Blog,

oggi presentiamo il primo di una piccola serie di video atti a dimostrare come Sandropan, oltre ad essere un mediocre atleta, sia anche un mediocre musicista. 
Nè carne, né pesce. 
Oppure, a seconda se si voglia vedere il bicchiere mezzo vuoto o mezzo pieno, sia carne che pesce, esattamente come il Ciclismo nella singolare interpretazione del Maestro di Vita, che oggi, per la cronaca, ha nuovamente vinto ai punti aggiudicandosi tutti i traguardi volanti nell'uscitone con gli amichetti Cazza e Mulas.

martedì 7 maggio 2013

Il Ciclismo è Passione, ma è anche Compassione, e sia Sandropan che Franc lo sanno eccome se lo sanno urca se lo sanno


Sono usciti in bici assieme, domenica mattina, Sandropan e Franc.
Chi faceva compassione a chi? Chi aveva compassione di chi?

Sicuramente Franc ha avuto compassione di Sandropan, reduce dai quasi cento chilometri del giorno prima. Troppi per un povero vecchio asmatico cardiopatico.

Ma anche Sandropan ha avuto compassione di Franc, maxi-ciclista iron-coniglio, eternamente in lotta con la Forza di Gravità, la quale ad ogni salita cercava in tutti i modi di riportarlo al punto di partenza. e qualche volta perfino ci riusciva.

I due, arrancando vicendevolmente compassionevoli, sono riusciti a tornare a casa senza chiamare i soccorsi dopo essersi lamentati per sessanta chilometri, e questo è da considerarsi senz'altro un successo.

Al pomeriggio Sandropan si è addormentato come un sasso al secondo giro del motoGp, e ancora oggi non si poteva dire che fosse completamente sveglio. Di Franc si sono perse le tracce.


Francesco detto Franc (che si legge frènk)

domenica 5 maggio 2013

Il Ciclismo è Passione ma è anche Bontà, e Sandropan lo ha dimostrato ai suoi Discepoli.




Sandropan lo ripete sempre ai suoi Discepoli: "Non siete degli animali, non sprecatevi spingendo sui pedali come delle scimmie che non colgono il senso di ciò che stanno facendo." 
Tanto è inutile fare fatica, dato che le regole le stabilisce il Maestro il quale, con grande sfoggio di eleganza nella lunga uscita di ieri ha conquistato i punti del traguardo volante di Monticello, e ha battuto i poveri Mulas e Cazza anche alla volata del semaforo di Valmadrera.

Ma il ciclismo non è solo arida strategia, freddo calcolo matematico, sottile astuzia. Il ciclismo è anche Bontà, quella con la B maiuscola, e sul GPM di Carenno il Maestro questo concetto lo ha dimostrato coi fatti, regalando al Cazza la vittoria ed i conseguenti 12 punti del primo arrivato.

Ed ecco dunque la classifica della giornata di sabato 4 maggio 2013:

Sandropan: 3 punti Monticello, 3 punti Valmadrera, 8 punti Carenno, totale 14 punti
Cazza: 12 punti Carenno
Mulas: 4 punti Carenno

giovedì 2 maggio 2013

Sandropan rivelazione choc: "Non sono affatto contento di come si stanno comportando i miei amichetti della bici"




Che giro?
Il solito.
Poi non si sa come e perché, ci siamo ritrovati al Ghisallo.
Questa volta ho deciso di adottare una tattica conservativa, un po' per non scoprire le mie carte e un po' per conservare le forze in vista dell'uscita del 25 aprile scorso, che è stata davvero massacrante.
Di Mulas ne ho le prove, ma credo che anche il Cazza si alleni di nascosto.
Di Mulas ho anche qualche sospetto che abbia barato su Strava, perché 820 km in un'ora e diciassette sembrano troppi anche per il campione italiano Acsi 2001:
Il Figliuolo invece mi ha praticamente abbandonato, inanellando una serie di scuse che vanno dal lavoretto video, al ginocchio che fa male, alla maturità che incombe. E dire che gli ho sempre insegnato che la bici viene prima di tutto.

venerdì 26 aprile 2013

Sandropan, Mulas e la dura legge della savana



Ieri mattina alle dieci Sandropan è salito in bici bici sapendo che avrebbe dovuto pedalare più di Mulas, per non essere deriso.
Ieri mattina alle dieci Mulas è salito in bici sapendo che avrebbe dovuto pedalare più di Sandropan, per non essere messo alla gogna sul blog.
Non importa se sei Sandropan o sei Mulas; se non sei superallenato, dopo cento chilometri, millequattrocento metri di dislivello e quattro ore in sella, il tuo Culo diventa come quello di un babbuino.


mercoledì 24 aprile 2013

Piovi, che così sparisci i pollini che cercano di morire Sandropan



Sandropan, come sempre accade in questo periodo dell'anno, soffre a causa delle malefiche microspore che lo assalgono e gli provocano la famosa Allergia.

Per fortuna esistono la Pioggia e il Ventolin, gli unici alleati capaci di concedergli una tregua.
Ma, mentre la Pioggia non ha effetti collaterali oltre al fatto di essere bagnata e a volte un po' acida, il Ventolin è inserito nell'elenco delle sostanze dopanti, e i ciclisti, che sanno tutto, sanno anche questo. Portarselo dietro, tra la camera d'aria di scorta e le chiavi del box, espone a dei problemi di carattere sociale.

Cosa fai, prendi il Ventolin? 
Sì.
Ma come, qui, davanti a tutti, senza farlo di nascosto??
Sì, sai ho l'asma allergica, in questa stagione, i pollini...
Eheh, dicono tutti così.
Ma io mica lo prendo perché è dopante.
Sì sì, arrivi tu che sei furbo e noi siamo scemi che ci crediamo.
Ma io ho il Ventolin perché ho l'asma!
Eh già, bravo, chissà perché tutti i ciclisti soffrono d'asma… 


domenica 14 aprile 2013

Sandropan, Bimbo e Mulas: Tre maglie titolate infiammano le strade brianzole con una gara appassionante che il Maestro stravince ai punti beato lui.



Sandropan con la maglia di Coppa del Mondo di salita in mountain bike debuttanti 2009.
Il Bambino con la maglia di Coppa Italia mtb giovanile 2011.
Mulas l'Eletto con la maglia rosa di Campione del Master Udace di Ciclocross 2013.

"Oggi spacchiamo tutto"
"Oggi facciamo fuoco e fiamme"
"Oggi gli facciamo vedere a tutti i sorci verdi"

E così è stato. Indossare una maglia dà sicuramente qualcosa in più. Bisogna renderle onore, e pedalare forte per non deludere i tifosi che, dal bar a lato della strada ti vedono passare e dicono "osti va lì il campiùn del mund!"

Sandropan ha aperto i giochi vincendo il traguardo volante di Casatenovo. 3 punti.

Il Bimbetto ha vinto il Gpm sul lavatoio prima del San Genesio (ma quanto è dura quella salita in bici da corsa), precedendo Sandropan, primo dei gentleman, e Mulas, ultimo senior.
5 punti Bimbo, 4 Sandropan, 3 Mulas + 1 punto di bonus per l'ultimo arrivato.

Bambino vince anche la volata finale sullo strappo del salumificio Rovagnati, precedendo Mulas, mentre Sandropan non scopre le carte in vista della volata di domenica scorsa.
5 punti bimbo, 4 Mulas, 3 Sandropan + 1 punto di bonus per la bici più pesante.

Punteggio Finale:
Sandropan  11 punti
Bambino 10 punti
Mulas 8 punti

Sandropan, confermando il suo splendido stato di forma, si aggiudica così una durissima tappa contrassegnata da un caldo sole primaverile.

Per chi volesse ripercorrere virtualmente le gesta del Maestro è disponibile la traccia su Strava:



giovedì 11 aprile 2013

Incredibile ma vero! Sandropan si prepara per la Parigi-Roubaix di domenica scorsa.


Ancora una volta Sandropan TV colpisce nel segno, e pubblica un servizio di  portata storica: 
Le telecamere dell'emittente di famiglia sorprendono infatti Sandropan che sul pavé di Triuggio effettua una seduta di post-allenamento per la Parigi-Roubaix, l'importantissima, famosissima e durissima gara che si è svolta domenica scorsa. 
Sembrerebbe una notizia come le altre, se non fosse che il Maestro è riuscito a sostituire alla preparazione la postparazione, l'innovativo metodo che consiste nella preparazione a posteriori, ovvero dopo che la gara è stata effettuata.
Ma quali sono i vantaggi della postparazione rispetto alla preparazione? Innanzitutto la pratica del post-allenamento che sostituisce l'allenamento classico, e che, non servendo a niente, potrà essere molto meno duro e sicuramente fattibile anche da parte di chi, per problemi lavorativi o familiari, non ha il tempo necessario per allenarsi convenzionalmente.

Dunque il non sport agonistico sarà presto alla portata di tutti? Molto probabilmente, grazie a Sandropan, sì.

sabato 6 aprile 2013

Solo un passaggio a livello chiuso può fermare lo scatenato non-atleta Sandropan.



Riassunto delle puntate precedenti:

Sandropan, uno dei più scarsi atleti della storia recente, dopo avere tentato in tutti i modi di migliorarsi sottoponendosi ad allenamenti, diete, massaggi, elettrostimolazioni, sacrifici, preghiere serali, assunzione di integratori illegali nonché sostanze dopanti di ogni genere, non conseguendo alcun risultato benché minimo in nessuna delle discipline ciclistiche praticate ovvero strada, mountain bike e ciclocross, dopo un brutto infortunio alla spalla vede concretizzarsi l'idea di un decoroso ritiro dalle competizioni.

A dargli una mano nel prendere la sofferta decisione ci pensa uno zelante medico sportivo, che pur consegnandogli  il foglio giallo che ne certifica l'abilitazione agonistica, lo mette in guardia per un problema ad una valvola cardiaca.

Sandropan, nonostante l'appoggio morale della famiglia e degli amici, vive mesi di profonda crisi, durante i quali si dedica ai più svariati hobby tra i quali la musica, i puzzle e i sudoku sull'iPad, il tutto mentre assiste quotidianamente all'avanzamento lavori del nuovo tunnel di Monza, si interessa di politica e critica le scelte del governo sui Marò.

Ma quando il Destino del Maestro sembra ormai correre sui binari del pre-pensionamento, ecco che un nuovo fattore interviene a modificare i fragili equilibri psicologici che si stanno creando e stravolge una storia che fino a questo momento appariva scontata: Sandropan scopre di essere un fortissimo non-atleta.

E allora via coi non-allenamenti e le non-diete, e mentre gli ex amici ancora atleti si svegliano alle sei di domenica mattina per andare alle gare, il Maestro scopre la bellezza di uscire alle dieci e mezza per partecipare alle non-gare nelle quali finalmente emergono il carattere e lo stile di un autentico non-campione.

E così uno per uno crollano tutti i compagni di ventura, sconfitti da una schiacciante superiorità. Crolla Mulas l'Eletto sul Colle, crolla il Cazza sul Cancello, crollano i gruppi di Vecchiacci incontrati qua e là sulle strade della Brianza; parliamo ovviamente dei Vecchiacci Ritardatari perchè gli altri, quando esce il Maestro, sono già rientrati a casa.

Sandropan, il non-atleta più forte del momento, sta ricominciando a far parlare di sé.


giovedì 4 aprile 2013

Kill Billy




Oggi prima uscita infrasettimanale dell'anno, anzi per essere precisi la prima da luglio 2012.
Ventisette chilometri serali con pioggerellina che nel corso dell'uscita è diventata pioggerellona.
Un po' freddo, ma uno sfogo ci voleva, dopo lo stress da montaggio della Billy.
Banale, direte voi. Dipende dai punti di vista, dico io. Per uno che si angoscia all'idea di cambiare una lampadina perchè ha paura di rimanere fulminato e passa la notte insonne se sa che il giorno dopo deve fare un buco col trapano, montare la Billy è una piccola grande impresa.
In ogni caso la missione, anche questa volta, è compiuta.

lunedì 1 aprile 2013

Sulla Salita del Cancello Sandropan infligge al Cazza la lezione che da tempo si meritava ma non si aspettava.




Sandropan, da quando non è più un atleta, è diventato fortissimo, quasi imbattibile, tanto da potersi considerare senza ombra di dubbio un eccellente non-atleta professionista.
Tutti infatti ricorderete come domenica scorsa fece piangere e disperare il povero Mulas, sconfiggendolo sul Colle Brianza.
Oggi, per nulla pago, è tornato all'attacco, e questa volta la vittima sacrificale è stato il Cazza, che sulla salita del Cancello è stato costretto a subire una cocente sconfitta.

E così un Maestro dato troppo precocemente e imprudentemente per finito dai suoi stessi Discepoli, ha rimesso le cose al giusto posto, ristabilendo con grande dignità ed  autorevolezza i ruoli e le gerarchie che negli ultimi tempi si erano confusi.

Potrebbe sembrare una bugia, un'esagerazione, ma non lo è affatto. E grazie alla provvidenziale presenza di un inviato di Sandropan TV, la resa del Cazza è stata immortalata in uno storico documento video che siamo orgogliosi di proporvi in anteprima assoluta.

domenica 24 marzo 2013

Sul Colle Brianza Mulas fa il ganassa ma Sandropan non si fa fregare anzi.




Domenica di primavera, e Sandropan con uno dei suoi spettacolari colpi di scena ai quali non riusciremo mai ad abituarci veramente, ritorna a pedalare sulle strade brianzole.
Ma il suo non è stato affatto un mesto rientro, come qualcuno forse si sarebbe aspettato...

Vi raccontiamo infatti che ieri la Stella del Maestro è tornata a risplendere quando, nell'ultimo tratto della terribile erta salita che porta alla epica rotonda di Colle Brianza, il Meraviglioso ha sferrato l'attacco mortale ai danni del Campione Italiano Acsi 2002 nonché detentore dalla prestigiosissima maglia di vincitore del Master Palzola di Ciclocross 2013.

Lo avete capito dal palmares e lo avete letto nel titolo: lo sconfitto questa volta è Antonio Mulas, il quale, approfittando dell'assenza del Bimbo, ha da subito cercato di imporre il suo ritmo forsennato per sfiancare l'Anziano e Cardiopatico Maestro. 
Ma il campione sardo ha fatto i conti senza l'hostess, perché Sandropan, dando prova di grande carattere e grande orgoglio, non solo non ha mai perso la ruota, ma in un finale da brivido si è alzato sui pedali lasciando sul posto il Prepotente, costretto così all'umiliante ed incondizionata resa.



P.S. la qualità di questo video è pessima, ma la recitazione, la sceneggiature ed i dialoghi sono da Oscar del trash. Sono sicuro che i lettori di questo blog sapranno apprezzare questo meraviglioso dono.

domenica 17 marzo 2013

Positive Vibration



Basta coi luoghi comuni. Liberiamo la nostra mente dai pregiudizi. 
Sfuggiamo alla schiavitù dei condizionamenti, ribelliamoci a quelli che vogliono ridurre ogni essere umano all'interno di una categoria, come se all'interno della stessa tutti fossero uguali (e di solito stronzi): 
I milanesi, i romani, i francesi, i podisti, i tassisti, i motociclisti, gli impiegati di banca, gli amministratori di condominio, i vigili urbani, i negozianti, i venditori di case.

Anche i riparatori di bici non sono affatto simili tra loro. Alcuni sono simpatici, altri meno.

Io però ne conosco un paio che giudico persone molto interessanti.
Uno di loro ultimamente si è messo a fare dei cartellini dei prezzi molto particolari.



lunedì 11 marzo 2013

Big Jim




Caro Blog,
ti scrivo per dirti che domenica scorsa sono andato a vedere la gara di apertura della stagione di mountain bike, a Cassina Rizzardi.
Vuoi sapere perchè l'ho fatto? Ok, sarò sincero. Un po' per rivedere vecchi amici, e un po' per capire se avrei sofferto a fare da semplice spettatore ad una gara che facevo tutti gli anni.
Devo dire che ho retto bene; sono stato tutto il tempo a chiacchierare, mentre della gara ho visto pochissimo; se dovessi dire chi ha vinto non lo saprei, però ho capito che sì insomma, questo era davvero il momento di lasciare, era da troppi anni che stavo facendo la stessa cosa, e quando si fa da troppo tempo la stessa cosa un po' ci si stufa e un po' sl rischia di prendersi troppo sul serio.
E a proposito di prendersi un po' troppo sul serio:


il post in sè non è interessante, ma i commenti lo sono. Soprattutto è curioso il fatto che si consideri "Big" anche chi è stato pescato con le manine nel saccone del doping. Bah, forse c'è qualcosa che mi sfugge.

Ieri siamo usciti col Cazza.
Quasi ottanta chilometri imbestialiti sulle strade della Brianza, pancia a terra, sputi e insulti agli altri ciclisti che andavano più piano e alle macchine che suonavano e volevano sorpassarci. Giusto così, tanto per far capire chi comanda. Ovviamente scherzo. Cioè gli ottanta chilometri li abbiamo fatti davvero, ma sono stati ottanta chilometri lunghissimi, e giuro che tornare a casa è stata una vera impresa. 
E così, senza nemmeno bisogno di gareggiare, ho avuto l'ennesima conferma che non potrei mai essere un Big; vabbè, cercherò di farmene una ragione.


sabato 2 marzo 2013

Il Copertone Stagionato




Ho cominciato ad andare in bici a quarant'anni o giù di lì. All'inizio uscivo con la felpa e il k-way perché avevo vergogna di farmi vedere dai vicini con la tutina da ciclista. Di bici non sapevo niente. Cioè pensavo di sapere tutto, ma più che altro pensavo che non ci fosse niente da sapere.

Poi sono venuti i primi amici di bici, le prime uscite in compagnia, le prime iscrizioni ai vari club. Perché hai regolato così quella forcella (si regola?), perché usi quel rapporto (rapporto?), perchè hai montato quei pedali (ne esistono altri?). Tutti sapevano tutto.
Dopo un po', anzi dopo un molto po', sono diventato anch'io un ciclista. Ho capito che potevo dire la mia a proposito di pressione delle gomme, ho imparato che il reggisella si chiama reggisella, che quando la ruota è storta i raggi vanno tirati, e che i telai di certe marche sono garantiti un tot di anni.
Poi ho imparato tante altre cose, cioè non è che le ho imparate tutte tutte perché in fondo non è che me ne fregasse molto, ma almeno sapevo di poter affrontare con dignità i discorsi di quando ci si ferma alla fontanella di Monticello a riempire le borracce.

Oggi io e Lorenzo siamo usciti in bici da corsa, perché in Brianza c'e' ancora tanta neve sui sentieri.
PSSSSSSHHHH flap flap flap. Lorenzo ha bucato. Merda. Ci fermiamo a lato della strada, per cambiare la camera d'aria. 
In quel momento passa Franchino, ci vede e si ferma. 
Ciao ragazzi, problemi? Lorenzo hai bucato?
Eh caro Franchino, pensavi di umiliarci, di doverci aiutare, almeno di doverci  prestare qualcosa. Invece guarda qui come ti cambiamo una camera d'aria in puro stile pro… E poi abbiamo tutto, la camera d'aria, la pompa che funziona, tutto abbiamo. Alla strabig.

Ma che pneumatici sono? 
Eh sì non so aspetta guardo sono i cosi questi qui. Perché? Non vanno bene?
No no, vanno benissimo, li uso anch'io. 
Tiro un sospiro di sollievo, per un attimo ho avuto paura che mi sgridasse.

Ma… li hai fatti stagionare?

Io e mio figlio abbiamo commesso l'errore di guardarci. Avremmo dovuto rispondere sì, li abbiamo fatti stagionare, ovvio che li abbiamo fatti stagionare. Invece abbiamo esitato, e questa esitazione ci è costata cara, perché Franchino si è accorto che stavamo cascando dal pero.

Per forza hai bucato, non vedi che la gomma è troppo morbida? Quel tipo di copertone lo devi fare stagionare, lo lasci in cantina sei o sette mesi e solo allora lo puoi montare.
Franchino scusa, ma ci stai prendendo in giro?
Ma dai, non dirmi che non lo sapevi... lo dice anche il tipo quello che ha il negozio vicino alla Villa Reale quello che vende i cerchi lì e i così là. Lo conosci vero?
Eh sì sì, certo che lo conosco.

giovedì 21 febbraio 2013

Mea Culpa



E' proprio vero, l'ozio è il padre dei vizi. Ma non solo, è anche terribilmente contagioso.
Certo, forse non sarò il Padre ideale. Forse dovrei evitare di dare cattivi esempi, dovrei continuare ad alzarmi alle sei di domenica mattina facendo almeno finta di andare a fare qualche gara. Dovrei bandire la birra e sostituirla con l'insalata scondita. Dovrei passare le sere nel box a registrare il cambio e oliare la catena.
E invece assisto impassibile alla mia decadenza fisica e alla decadenza morale del Figliuolo, ex campioncino di ciclocross e mountain bike, che fino all'anno scorso nel tempo libero faceva i video delle gare di bici e ora gira cose come questa… Orrore!! Musica del Diavolo!!

domenica 17 febbraio 2013

Clima Festival


Perché quando chiedete a qualcuno se ha visto Sanremo tutti vi dicono che no, per carità, che schifo, solo una canzone per caso poi ho cambiato canale, mentre i dati di ascolto dicono che circa metà dei telespettatori hanno trascorso quasi una settimana incollati al televisore a guardare il Festival?
I casi sono due: O i dati di ascolto sono farlocchi, o la gente lo guarda e poi si vergogna di raccontarlo in giro, o tutte e due le cose.
Ma io no, io non mi vergogno, anzi sono orgoglioso di dire che anche quest'anno sono entrato nel famoso Clima Festival.
Non me lo potevo perdere, e così ho lasciato il Papa al suo destino, mi sono disinteressato della campagna elettorale, me ne sono fregato perfino degli asteroidi che piovevano in Russia. Ho ascoltato le critiche di chi diceva che Sanremo senza fiori sul palco non è Sanremo, ho capito le lamentele di Cristicchi quando affermava che chi non viene dai Talent è svantaggiato nel televoto, e ho condiviso il punto di vista Malgioglio che, ospite del Sabato delle Amiche polemizzava con Albano, il quale a detta di tutti (anzi di tutte, le Amiche) ha ancora la voce per poter dire la sua non come ospite d'onore, ma come cantante in gara.
E poi ho criticato, criticato alcuni aspetti della conduzione alla scelta delle canzoni, criticato le domande rivolte agli ospiti e perfino l'abbigliamento dei personaggi in sala. Ho rimpianto l'assenza di Mike, mi sono esaltato rivedendo Pippo e come da copione mi sono inalberato quando ho visto su internet chi erano i vincitori (purtroppo la finale in diretta me la sono persa a causa di una cena tra amici interessati solo alla bici e alla politica). 
E poi mi sono chiesto se tornerà mai l'insuperabile Carrà, e se Pupo scriverà altri mirabili capolavori trash da cantare col Principe.
Ah, Sanremo, quante belle emozioni…

lunedì 11 febbraio 2013

La cena dei ciclisti


Arrivo in ritardo, un po' perché sono in ritardo davvero, un po' per fare il divo. Ovvio.
E' la cena della società ciclistica alla quale orgogliosamente appartengo da ormai tre o quattro anni.
Sanno già che mio figlio andrà a studiare all'estero e farà solo poche gare in questa stagione prima di smettere del tutto, ma ancora non sanno che stanno per perdere anche il loro atleta di punta, al quale è stato consigliato dal medico di lasciar perdere le gare di bici. Non so come la prenderanno, certo sarà una botta, un duro colpo, devo dirlo con cautela.

Ecco, mi spiego, cioè, alla visita mi hanno trovato un problemino, mi hanno dato lo stesso il foglio giallo, anzi eccolo guarda, perché io la visita l'ho fatta perché io volevo continuare a correre, ma mi hanno detto che sarebbe meglio che io non esagerassi, che magari forse non dovrei fare le gare, mi dispiace, però, purtroppo, insomma, la società, la squadra, i colori sociali, l'impegno profuso in questi anni, l'amicizia, mi sono trovato benissimo, è una famiglia, anche per mio figlio, ci avete accolto a braccia aperte, so già che mi mancherete, è stato molto bello, e la fiducia accordata, e le buone intenzioni, e il cuore in mano, e verrò a trovarvi, e gli occhi lucidi.

Beh se te l'hanno detto i medici allora non correre.

Ah ok.

venerdì 8 febbraio 2013

Facciamo il punto



Cari Piccoli Amici del blog,

dunque non sono più un ciclista. Pensare di fare le gare stando attenti a non esagerare non ha senso.
Non tutto è perduto, restano le passeggiate, quelle fatte per puro piacere, le uscite domenicali con gli amici. Per farvi contenti dirò che sì sono ancora un ciclista, ma non sono più un ciclista agonista amatore; anche se allenandomi come mi alleno da quando mi hanno detto che non dovrei forzare troppo per un piccolo problema cardiaco, anche nelle uscite domenicali vado piano. Magari non pianissimo, ma più piano di come andavo prima. Potrei allenarmi un po' di più, è vero, ma è difficile a questo punto trovare la motivazione per farlo.
Per la verità non sono ancora totalmente rassegnato, altrimenti non mi prenderei la briga di mettermi sulla bici da spinning a rullare per un'oretta due volte alla settimana, però pian piano sto prendendo coscienza che il mio destino di Ciccione è segnato.

Non tutto il male vien per nuocere, sono sicuro che troverò un rimedio. Anche perchè,indipendentemente da quell'insignificante valvolina cardiaca della quale fino a un mese fa ignoravo l' esistenza, sento che la trasformazione, da ciclista agonista a qualcosa che ancora non so cosa sarà ma qualcosa sarà, era già in atto da un po'.

Ma ora si pone un problema di quelli grossi: Come faccio a continuare a scrivere su questo blog? Non dimentichiamoci che è nato per raccontare le avventure di un ciclista sfigato capitato per una serie di sfortunate combinazioni in un mondo di pazzi sfegatati, inascoltato profeta della Mediocrità. La verità è che il supereroe Sandropan, così come si era presentato qualche centinaio di post fa, è in serio pericolo, e questa è forse la causa della crisi esistenziale che mi ha portato alla chiusura e sospensione della chiusura di qualche mese fa.

E poi c'è un altro punto. Ho capito che in realtà non è vero che voglio smettere di scrivere, e in fondo l'idea di documentare questo periodo di metamorfosi da agonista amatore ciclista a quella cosa là che spero presto anch'io di scoprire, un  po' mi attira.
L'unico dubbio è se farlo su queste pagine, o se congelare le Cronache di Sandropan ed aprirne un altro ad hoc. Mi farò venire delle idee.

Sandropan

venerdì 1 febbraio 2013

Sandropan sul set di Sandropan?



Se è vero che Sandropan da tempo non scrive nulla sul blog, è altrettanto vero che non si smette affatto di parlare di lui.
Come quando, pochi giorni fa, è girata sul Libro delle Facce una strana foto che lo ritrae su un set che, diciamocelo, ha tutta l'aria di essere una cosa seria.
Il gossip vive di queste genere di cose, e voci incontrollate lo vogliono addirittura come attore protagonista del film Sandropan.
Sarebbe davvero una notiziona, senonché sembra davvero una cosa un po' strana quella di un attore che recita il ruolo di sé stesso, come se a interpretare Superman fosse stato davvero Superman, tanto per fare un esempio, perché avremmo tranquillamente potuto citare anche Batman, James Bond, Dracula e l'Uomo Ragno.
E quindi? Quindi anche questo post-pettegolezzo finisce qui, lasciando col fiato sospeso i lettori, ai quali nessuno è in grado di promettere se un giorno qualcuno potrà rivelare loro la verità su questa vicenda dai contorni assai poco nitidi.


mercoledì 23 gennaio 2013

Buon Natale, cari Discepoli


Lo avete letto nel titolo. Sandropan mostra i muscoli, e con alteggiamento altezzoso e sprezzante delle tradizioni più radicate, augura Buon Natale con un mese di ritardo, o se volete con undici di anticipo.

A questo punto tutti ci chiediamo cosa possa avere spinto il Maestro a compiere una scelta tanto discutibile e che potrebbe senza dubbio ritorcerglisi contro.
Che ci sia qualcosa dietro a questo sfoggio di anticonformismo militante, di ribellione verso i più comuni sentimenti, come se avesse voluto dire a me del Natale non me ne importa niente, quindi faccio gli auguri quando mi pare e piace? Forse la rabbia per non avere potuto fare ed eventualmente vincere il Campionato Italiano di ciclocross Udace di domenica scorsa?

Ma... a proposito di Udace: Leggetevi questo passaggio della scioccante intervista rilasciata a TuttoBici dal Pm (e ciclista) Benedetto Roberti, e che potete trovare integralmente qui

...
Facendo le Gran Fondo, quindi, avrà visto chissà quante cose che non andavano…

«Diciamo che mi sono fatto proprio una bella cultura in materia. Loro non sapevano chi fossi e io prendevo nota di tutto, ho capito certi meccanismi. Bisogna essere ciechi per non vedere certe cose. Il mondo amatoriale è di gran lunga peggiore di quello professionistico. 

Sarebbe da fermare in blocco, fanno cose inaudite, con una facilità e una semplicità che fanno rabbrividire solo al pensiero. Ho visto tantissime persone che si fanno le supposte di cortisone poco prima del via, lì sulla linea di partenza, davanti a tutti. E partecipanti che si iniettano con naturalezza sostanze di ogni tipo. 

Non parliamo poi delle gare sotto l’egida della consulta Udace: sarebbero tutte da chiudere. Sono pericolose e non sono nemmeno gare di ciclismo. Persone di una certa età che vanno a 60 all’ora per due ore di fila: cose che lasciano a bocca aperta. 

Il problema è che nel ciclismo regna la più assoluta stupidità, non l’ignoranza. E la stupidità è molto peggio dell’ignoranza. È più difficile educare, far capire. Una persona ignorante non conosce, ma ha un margine per poter colmare un vuoto, lo stupido è segnato: per sempre. E nel ciclismo di stupidi ce ne sono davvero troppi. Il Ventolin usato come se fosse Iodosan oppure una caramellina al miele. C’è un problema di sottocultura generale. Non si guarda alla salute, non ci si pone alcun problema. Anche se non si hanno delle doti, si fa di tutto per poter arrivare prima dell’amico. Mi creda è una cosa aberrante».
… 

martedì 15 gennaio 2013

Addio sogni di gloria!



"Vede, caro Lei, la Legge prevede che io il suo tesserino glielo debba dare, ma ritengo doveroso avvertirla riguardo al al piccolo difetto cardiaco evidenziato dall'eco-doppler, difetto che non va sottovalutato. Lei oggi sta bene, ma se continua a sottoporre il cuore a stress un domani potrebbe pentirsene. Quindi la pregherei cortesemente di accettare il mio parere professionale, in relazione al suo desiderio di proseguire l'attività agonistica: non faccia il Pirla, cambi sport."

Mamma mia è una cosa grossa questa che il medico sportivo mi sta dicendo. Forse però non sa che io lo sport lo faccio così, tanto per fare, lui non mi conosce, non sa chi è Sandropan, non sa che sono tutt'altro che un fanatico. Provo a giustificarmi, gli dico che le gare le faccio perché accompagno mio figlio e mi annoio a stare a guardare, non è che il cuore lo affatichi più di tanto.
Sto peggiorando la situazione. Dalla sua espressione capisco che ora mi considera ancora più Pirla. Meglio stare zitto e beccarsi la ramanzina. Mi fa dei nomi di professionisti che hanno smesso per problemi alla valvola mitrale (ovviamente non ne conosco nemmeno uno, ma lui non sa che io sono rimasto a Gimondi e Mercks), poi mi descrive dettagliatamente i problemi a cui potrei andare incontro, insomma capisco che ci tiene che il messaggio passi. Lo ringrazio.

Esco con in mano il foglio giallo dell'abilitazione agonistica, che quest'anno è accompagnato da un cartellino giallo. Non si può affatto dire che la missione sia compiuta.
Certo, forse questo medico è più pignolo di altri, probabilmente pensa che io sia uno di quei vecchiacci che si allenano come bestie, magari ha un tantino esagerato, forse ha male interpretato il referto degli esami.
Forse, forse, forse, ma ormai il tarlo del dubbio si è fatto strada nella mia mente di atleta che vede i propri sogni di campione infangersi.
Se me ne fregassi dell'avvertimento e tra dieci o vent'anni mi trovassi nei guai per colpa di quattro gare del put dove se va bene sarò arrivato terzultimo?
Potrei fare altre visite, farmi vedere da altri cardiologi fino a trovare quello che mi dice che posso continuare a gareggiare, ma… ne varrebbe davvero la pena? E se invece fosse già troppo tardi?

La notte mi sveglio e penso a stetoscopi, sale operatorie affollate di medici con la mascherina verde, monitor, cuori aperti, ventricoli sventrati e valvole mitrali trapiantate, poi penso agli amici della mountain bike che mi citofonano dicendo di scendere, ma io rispondo no ragazzi, mi dispiace ma non potrò più essere dei vostri. Andate felici a godervi questa bella giornata primaverile in sella alle vostre biciclette e, quando avrete con soddisfazione raggiunto la vetta, pensate al vostro povero amico che è rimasto in casa a guardare Uno Mattina con Tiberio Timperi in polemica con Barbara D'Urso. Però, è proprio simpatico quel Tiberio lì, invece il Carlo Conti, non lo so, mi piaceva di più una volta, sarà forse da quando si è sposato che... mah.

Cazzo.

Di preciso non ho ancora deciso cosa fare, né con la bici né con le eventuali alternative. Potrei rituffarmi nel windsurf, intensificare il flauto traverso, imparare il sax, riaprire il blog, fare le foto e i filmini alle gare, comprarmi un aereo radiocomandato, costruire una funivia coi lego, andare sui go-kart, in canoa, in barca a vela, fare tardi al sabato sera con gli amici, recuperare una polycar a quattro corsie, passare i pomeriggi dal tabaccaio giocando alle slot machine.

Per ora prendo tempo, ci penserò; ma di sicuro, come dicevano dopo l'11 settembre, nulla sarà più come prima.

Sandropan, the only one.

N.B. Lo spot qui sotto non è sul blog per fini di lucro, ma perché è veramente trashissimo e non ho resistito alla tentazione di pubblicarlo.