giovedì 18 marzo 2010

Ciclico Ciclocross

Sto girando tra le fettucce che segnano il percorso in questo grande prato con pochi alberi e tanta polvere. Osservo il mondo circostante come se io stessi fermo e fosse lui a venirmi incontro, ogni 5 o 6 minuti ecco che compaiono i giudici al traguardo, poi, dopo qualche attimo, le persone sul rettilineo che quando passo mi fanno il tifo, dopo un po' l'albero vicino al cancello verde, poi la strada di fianco al sentiero dove passano le macchine e qualcuno rallenta e ci guarda. Poi di nuovo il traguardo coi giudici e quelli sul rettilineo che fanno il tifo. C'e qualche bambino come me che gira, ma gli altri sono tutti grandi, e le bici sono molto più alte della mia. Devo stare attento a farli passare quando arrivano da dietro, vanno molto più forte di me, chissà come fanno. Ho il fiatone, ma pedalo, pedalo, e giro senza sosta, guardando il manubrio, la forcella e la ruota che scorre e che curva seguendo la traccia sull'erba. Di nuovo il traguardo, i giudici, la gente, la strada, le curve, gli ostacoli. Scendo al volo e li salto, poi riparto. Solo i più piccoli non li fanno gli ostacoli, li aggirano, ma io sto imparando a scendere e a ripartire, sempre più veloce. Qualcuno mi sorpassa, ma anch'io sorpasso quelli più lenti di me. La strada con le macchine, il manubrio, la forcella, la ruota che gira, la curva, l'altra curva. E' inverno, ma non sento il freddo. Ho la tutina corta, sta meglio con le gambe depilate, spero mi scattino una bella foto, così la farò vedere alle ragazze a scuola. Il traguardo, i giudici prendono nota dei passaggi, il rettilineo con la gente che mi fa il tifo, le gambe spingono forte anche sul fango, i muscoli si contraggono ritmicamente, li sento pulsare e mi sento forte, più forte di quelli che riesco a superare, ragazzi che ancora non si allenano come dovrebbero, oppure bambini. I bambini sul percorso devono stare attenti, quando li trovo davanti mi faccio sentire così si spostano. Le macchine sulla strada a fianco, poi gli ostacoli e una curva e lì la mia ragazza mi aspetta per farmi il tifo e passarmi la borraccia. Ho il fiatone, il cuore batte forte ma riesco a sorriderle quando passo e la vedo. Non devo cedere se voglio prendere quello davanti, le gambe pedalano e la testa è bassa, il manubrio, la forcella, la ruota che segue le tracce delle ruote sull'erba, la curva, la controcurva, le ginocchia si alzano e si abbassano ritmicamente, i muscoli scolpiti fanno capire a tutti che sono un vero atleta. L'ostacolo, la corsa, riparto, sono in vista del traguardo, i giudici, il rettilineo dove c'e' la gente che si ferma e che fa il tifo ma sono molto veloce e troppo concentrato per sentirli. Devo chiedere strada, devo stare attento a tutti quelli che doppio. Come faranno ad andare così piano... Di nuovo ostacoli, curva e controcurva, sono al massimo, ho sete, tra poco bevo, mia moglie è venuta a vedermi e mi passa la borraccia, fai ciao a papà che bravo che va forte in bici. Chissà se mi assomiglia, speriamo un giorno corra anche lui. Di nuovo il traguardo, gli ostacoli, li salto e riparto, questo va forte, appena posso lo faccio passare, poi provo a stargli dietro. C'e un altro che lo insegue, li lascio andare, sono troppo veloci ed è meglio non rischiare di farsi male. Quello coi capelli grigi è della mia categoria, credo di prenderlo prima del traguardo, o sul rettilineo dove c'e' la gente che fa il tifo e mi carica. Chissà il mio bambino se si diverte, era secondo o forse terzo. Eccolo che passa ora dove a lato c'e' la strada con le macchine, tra un po' dovrei raggiungerlo. Gli ostacoli, scendo, corro, li salto, riparto. Non è stato facile superarlo, mio figlio. Le gambe girano ma la fatica si sente, attenzione a tutti questi che vanno così forte, speriamo che non mi raggiungano prima che arrivi là dove è facile mettersi a lato per farli passare. Pedalano veloci, coi muscoli delle gambe che esplodono di potenza, sono veri atleti. I giudici, il traguardo, il rettilineo con la gente che fa il tifo e poi la curva dove c’è la ragazza di mio figlio che gli passa la borraccia. Ho il fiatone, il cuore batte, speriamo non troppo forte, bisogna risparmiare le forze se si vuole continuare a girare. Questo è uno dei miei, lo supero, posso ancora dire la mia. Ecco il traguardo, il rettilineo, la gente. Fai ciao al nonno che anche lui fa la gara di bici. Chissà che un giorno anche mio nipote... Il ciclocross è proprio duro, con questo tempo, chissà come fanno quelli con la tutina corta a non sentire il freddo. Curva, controcurva ecco il traguardo, il giudice mi vede arrivare e mi viene incontro. Si avvicina, lo vedo meglio, ha la tonaca, non è un giudice, sembra un prete. Il rettilineo, la gente vestita di nero, il carro funebre passa sulla strada di fianco alla gara, ma quelli girano sul percorso guardando il manubrio, la forcella, la ruota che scorre seguendo la traccia sull'erba, e nessuno sembra accorgersi di nulla.

Sandropan ® 2010

3 commenti:

Anonimo ha detto...

gira roba davvero strana dalle tue parti caro sandropan.non abusarne!licio

Cinna ha detto...

Grande Sandro. Grande.

Anonimo ha detto...

all'arrivo, oltre la morte, c'e', spesso, anche un podio...forse immaginando quello si potrebbe uscire dalla mediocrita'...............
Randa