domenica 22 gennaio 2012

Totanamento



Se dovessimo descrivere la sensazione di malessere, la non voglia di fare qualunque cosa ma soprattutto la non voglia di fare quello che oggi doveva fare, cioè pedalare, la parola sarebbe una sola: Totanamento.

Sandropan infatti si è presentato all'appuntamento di Castronno totanatissimo, dopo due notti a letto alle due, dopo una casölata con vino Cannonau di venerdì sera (casöla + cannonau = devastante miscela di tradizioni locali), dopo le tre altrettanto devastanti ore di mountain bike di sabato mattina, dopo, dopo, dopo.

Notare che il Maestro, seppur totanato, in gara si è comportato benissimo, grazie anche ad un Alan completamente senza freni che lo costringeva, suo malgrado, a fare le discese a tutta.
Insomma, alla fine dei conti, anche se in modo un po' rocambolesco, Tony The Tiger è stato sconfitto ancora. Sandropan penultimo, Tony Marchese ultimo.

 
Lo Sconfitto: Tony, la Tigre di Oleggio

Se invece a qualcuno dovesse mai venire in mente di chiedere a Sandropan cosa gli è rimasto impresso della giornata odierna, anzi cosa lo ha devastato di più, probabilmente non direbbe nulla riguardo a quella salita micidiale prima del traguardo, scivolosissima e quindi da affrontare a tutta, ma ci parlerebbe delle premiazioni. Ma questa è un'altra storia, che forse sarà oggetto di una prossima puntata.






5 commenti:

stefanoSTRONG ha detto...

maestro si fa in me sempre più insistente il desiderio di provare il ciclocross ma sento la necessità di una guida presente vicino a me.
dovrei forse abbandonare tutto e seguirti?

sandropan ha detto...

Carissimo StefanoStrong,

il ciclocross, mix di bici e corsa, fiato e agilità, sofferenza ed agonismo, sembra fatto apposta per mettere in risalto il lato peggiore dell'atleta, e per smascherare quelli che, come me, atleti non sono mai stati.
E se nella mountain bike tutto avviene nella solitudine dei boschi, qui ci si esibisce davanti a un pubblico che guarda e urla. Ci sono gli amici, ma ci sono anche i figli, le mogli, le mamme. Ci sono quelli che non capiscono e credono che tu faccia apposta ad andare così piano. Ci sono quelli che si sentono campioni del mondo e si incazzano se non ti sposti subito. Ci sono quelli che non si incazzano e ti spostano loro. Ci sono quelli che da giovani vincevano. Ci sono quelli che da giovani non vincevano ma dicono che vincevano. Ci sono anche quelli che hanno inventato il ciclocross.

Insomma Stefano, io credo che tu ce la possa fare ma ti avverto, l'ambiente è duro, bisogna essere forti.

Sandropan

Paolo Isola ha detto...

Io 27-30 anni fa partecipai a 2 gare di ciclocross. Nella prima mi piazzai ultimo e venni pure premiato perchè c'era il premio per l'ultimo e nella seconda mi ritirai dopo essere caduto due volte, per fortuna nell'erba.
Nel ciclocross sono fondamentali le doti da equilibrista che io non ho e non ho mai avuto, ad esempio non sapevo scendere di bicicletta senza fermarmi, l'unica volta che l'ho fatto, esattamente nella 2° gara, sono quasi caduto.
Confermo quello che ha detto Sandropan sul fatto che ci sia gente che si incazza di brutto se gli intralci (secondo me a ragione). Comunque il ciclocross è un bellissimo sport, a patto di possedere di un minimo di equilibrismo, cosa che io, purtroppo, non ho mai avuto

l'inglesina volante ha detto...

Uèèèè ti aspettavo a Terminal 1 .............

Anonimo ha detto...

Uei non facciamo scherzi molla l'inglesina sandropan.....