domenica 12 dicembre 2010

Stop

Per la prima volta da quasi un anno dalla nascita di questo blog sono costretto a fermarmi un attimo per una parentesi seria.

A Borsano un grave incidente ha coinvolto Lorenzo Bramati (mio figlio) che in volata si è scontrato immediatamente dopo il traguardo con Arnaldo Travison, il nostro fotografo preferito, persona amata e stimata in tutto l'ambiente.
Lorenzo ha riportato una brutta frattura del setto nasale, oltre ad alcuni traumi minori, ma siamo tutti in ansia per nonno Arnaldo, le cui condizioni sono sembrate subito preoccupanti.
Le notizie più fresche arrivano da Carmine Catizzone, e sono pubblicate sul sito del master.

Per ora grazie a tutti quelli che ci hanno chiamato, ma in particolare all'amico Mauro Simionato che ci è stato di grande aiuto morale e pratico dopo l'incidente.

7 commenti:

Anonimo ha detto...

le ferite nel fisico sono maledettamente dolorose ma il più delle volte,fortunatamente,i farmaci uniti alla forza di volontà e al carattere con la complicità del tempo,sono curabili e presto si è pronti a nuove battaglie con gli avversari e amici di sempre!più complicato invece da curare sono le cicatrici che solcano il nostro morale e che nel nostro animo rischiano di lasciare il segno.nei miei 36 anni di carriera sportiva agonistica per ben 22 volte,tante sono le fratture che ho subito,ho dovuto dimostrare a me stesso che con volontà e caparbietà,senza dedicare troppo tempo per piangersi addosso,si può venirne fuori e spesso si arriva ad essere ancora più forti di prima.sei giovane caro amico lorenzo,reagisci sin da subito.scaccia ogni tipo di fantasma e torna con noi al più presto.la tua bella famiglia ti aiuterà a lenire il dolora che ora sta intaccando il morale e ke hai nell anima.ti vogliamo bene e ricordati che perdere una volata in gara come quella di oggi,vale più di ogni vittoria.ti stringo forte.licio.

Cristina ha detto...

Forza Lorenzo, mi unisco a ciò che ha detto Licio. Un augurio per una pronta guarigione, ti aspettiamo tutti.
Cristina

Anonimo ha detto...

Forza Lorenzo e forza nonno Arnaldo ci mancate già.....un grosso augurio ad entrambi di pronta guerigione.
TEAM IRIDE

Paolo Isola ha detto...

Io mi chiedo: perchè non vietano ai fotografi di stare a ridosso del traguardo? Ci deve scappare il morto per irrigidire le regole? Una fotografia non vale certo una frattura del setto nasale o peggio la vita! Negli altri sport al fattore sicurezza viene dato maggiore risalto! Questo è il motivo per cui ho lasciato il ciclismo 25 anni fa! Manca la sicurezza! In strada ti investono le macchine (cosa che è capitata anche a me 25 anni fa, mandandomi all'ospedale con un trauma cranico, e tale cosa mi ha fatto passare la voglia di fare il ciclista e infatti ho ripiegato sulla corsa a piedi, dal giorno dell'incidente non ho toccato neanche con un dito una bici da corsa!), quando gareggi manca la sicurezza sui percorsi di gara, tra fotografi posizionati male e strade mal chiuse al traffico, al limite se proprio uno ci tiene ad andare in bici, è meglio andare in mountan bike(come sto facendo io negli ultimi 10 anni) o dedicarsi al ciclocross!

Anonimo ha detto...

Sandro e Lorenzo vi abbracio forte.
Con la speranza di ricorrere presto insieme....
scatta

PIERO GELLI ha detto...

Appreso la notizia da Robert Wilson subito ho pensato all'amatissimo nonno Arnaldo che avendo una non piu giovane età anche una piccola botta si può trasformare in dramma. sicuramente penso al dolore fisico del giovane Lollo e alla preoccupazione che ha per il povero Arnaldo ma in questo momento i nostri pensieri vanno proprio al NONNO. A Lorenzo i miei piu cari e affettuosi auguri di buona guarigione mentre per NONNO Arnaldo continuerò a pensarlo e a non smettere MAI di TIFARE per la sua vita ! ARNALDO TIENI DURO!!!!

IRIDE CYCLING TEAM ha detto...

Profondo stupore, sgomento e trepidazione per Lorenzo e Arnaldo.
Lorenzo è giovane e forte e ne uscirà benissimo.
Arnaldo invece ha qualche primavera in più ma è giovane dentro, dopo le sue travagliate e dolorose vicende personali ha saputo alla sua età rimettersi in gioco buttandosi a capofitto nel baraccone del Master ritagliandosi uno spazio importante per la crescita del nostro movimento.
Anche questa volta la sua forza interiore lo aiuterà a rimettersi nel gioco della vita, ne sono certo!
Forza ragazzi, voglio vedervi sui campi di cross prima della fine di questo Trofeo, questo è il momento di resistere, stringere i denti e sopportare il dolore, proprio come in gara, poi arriverà la guarigione.

Maurizio Borella